Un drago per GECO. Parte I

Cronaca di una giornata itinerante tra Roveri e Pilastro

Come in una favola, giovedì mattina ad accogliere i partecipanti dell’incontro “Innovazione e sostenibilità incontrano le comunità energetiche”, c’era un drago. Uno degli ultimi (forse l’unico) murales dell’artista Blu ancora visibili sulle mura cittadine, nella fattispecie, quelle dello Spazio Battirame di Eta Beta, cooperativa sociale attiva dal 1992. Quel serpentone dagli occhi gialli, come ogni favola che si rispetti, fa da guardia a quel luogo – un pò incantato, un pò sospeso nel tempo – dove alchimisti moderni trasformano materiali di scarto in nuovi oggetti arricchiti della coscienza di chi li lavora con le proprie mani. La cooperativa che da sempre fatto dell’attività artistico-artigianale uno strumento riabilitativo, offre percorsi terapeutici, riabilitativi e di inserimento al lavoro per persone svantaggiate ed in situazioni di marginalità, incentrati su attività artistiche, artigianali e agricole.

Nel giardino del complesso (costituito da casa colonica, tensostruttura e diversi ettari di terreno) c’è una porta, un luogo di passaggio che cavalieri ed eroine contemporanee stanno cercando di riattivare. Si tratta di una porticina incorniciata da un roseto, anch’essa custodita e sorvegliata da due destrieri, uno per ogni lato.

Giardino dello Spazio Battirame, Cooperativa Sociale Eta Beta.

Il portale, chiuso da tempo, congiunge due aree strategiche e importantissime della nostra città: Pilastro e Roveri, zone che, nonostante la prossimità geografica, sono distanti. A spiegarlo è il Presidente del Quartiere San Donato San Vitale, Simone Borsari che, alle domande di Francesca Cappellaro, ha risposto sottolineando l’importanza del congiungere questi due territori storicamente divisi, completando quel percorso già avviato dall’amministrazione comunale nel 2016, con la fusione di San Vitale e San Donato in un unico quartiere, a cui si somma il progetto “Corridoio ciclo-eco-ortivo” che, dalla Stazione Ferroviaria Roveri, si svilupperà su un antico sentiero medievale che da Via delle Biscie arriva fino a FICO. Il percorso è destinato a creare un sistema di infrastrutture verdi (orti/giardini/campi coltivati), interconnesse ecologicamente, per la conservazione della biodiversità.

La porticina a breve sarà aperta per cucire un territorio e le sue storie. Un’apertura simbolica che contiene in sé lo spirito con cui si è deciso di affrontare il progetto di costituire una comunità energetica rinnovabile, una sfida non solo tecnologica, ma culturale. E se, come ricorda Edi Valpreda, per fare una comunità energetica bisogna cominciare dalla comunità, Eta Beta è il luogo giusto per sentire, vedere, misurare quello che lo spirito comunitario e il lavorare con l’altro, possono fare. Qui dove la differenza diventa possibilità e la difficoltà è vista in prospettiva, uomini e donne costruiscono, modellano, progettano artefatti con materiali organici (legno ceramica) e di scarto (carta, vetro, ecc.) che diventeranno giochi didattici, piatti di ristoranti e vetrate di edifici. Si respira operosità e calma ad Eta Beta, quella giusta misura tra il fare e il saper fare con coscienza che determina anche il ritmo del lavoro. 

Da Roveri a Pilastro, il passo, come dicevamo, è breve. Le due aree che messe insieme costituiscono la porta d’accesso all’area Nord Est della città, sono le aree che interesseranno il progetto pilota che prevede la creazione della prima comunità energetica dell’Emilia Romagna. 

Al Pilastro si trova un’altra eccellenza del territorio: il CAAB, Centro Agro Alimentare di Bologna, che, con i suoi, è anche il più grande impianto fotovoltaico su tetto d’Europa. Qui, ad illustrarci le caratteristiche dell’impianto di stoccaggio dell’energia con batteria ion-litium c’era Matteo Campagna, responsabile del Settore Sicurezza e Ambiente di CAAB.

La prima nevicata della stagione chiude questa parte della giornata. Lasciato il drago delle Roveri alle spalle, ci incamminiamo lungo quel sentiero medievale che ci inviterà, nella seconda parte della giornata, ad entrare nel bosco.

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