Decalogo della Comunità Energetica. #5 Che cosa è l’autoconsumo?

Le varie iniziative di autoconsumo collettivo e di comunità energetiche già attive in molti paesi del globo stanno dimostrando il loro potenziale di trasformatore sociale, per il fatto di facilitare l’adozione di comportamenti eco-sostenibili. L’adozione di nuove tecnologie (per la generazione di energia rinnovabile, la rete di distribuzione intelligente, l’utilizzo dell’accumulo e la risposta alla domanda di alta qualità) è un fattore importante che contribuisce al cambiamento.

Per consentire al sistema elettrico nazionale di funzionare in maniera ottimale, è necessario abbinare l’offerta di energia alla domanda di consumo. Una delle soluzioni per giungere tale obiettivo è sovrapporre la dimensione spaziale individuale a quella collettiva, ad esempio, facendo coincidere la produzione locale di energia con la domanda del circuito costituito da: casa, condominio e vicinato o azienda-edificio/centro commerciale.

Decentramento e localizzazione della produzione energetica sono i principi su cui si fonda GECO che, attraverso il coinvolgimento di cittadini, attività commerciali e imprese del territorio, intende creare una comunità di energy citizens in grado di produrre, consumare e scambiare energia in un’ottica di autoconsumo e collaborazione.

La definizione di autoconsumo collettivo è presentata, insieme a quella di Comunità di Energia Rinnovabile (CER), nella Direttiva sulle energie rinnovabili (Direttiva UE 2018/2001). L’articolo 21 della Direttiva definisce l’autoconsumo collettivo quello realizzato all’interno di un edificio grazie ad un sistema che fornisce elettricità a più di un consumatore (“uno a molti”).

Ad oggi, la regolamentazione italiana in materia di autoconsumo collettivo e comunità energetiche consiste nell’articolo 42-bis, inserito nel Decreto Milleproroghe (convertito nella legge n. 8/2020 in 29 febbraio 2020). D’accordo con le disposizioni del Decreto Milleproroghe, l’autoconsumo collettivo è fatto da una pluralità di consumatori ubicati all’interno di un edificio in cui è presente uno o più impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili.



In Italia, le due ultime tipologie (autoconsumo collettivo e comunità energetica) sono riconosciute legalmente dal 2020

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