Decalogo della Comunità Energetica. #8 Che cos’è l’energy box?

Per parlare dell’energy box e capirne il ruolo all’interno di processi di efficientamento energetico, dobbiamo partire dal concetto di smart energy. L’intelligenza è, nella definizione di Treccani, la capacità “di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento”. Abbinato al mondo dell’energia, Il concetto di smart indica la possibilità di provvedere a soddisfare, in modo efficiente, un fabbisogno sempre più grande di energia.

Il climate change e riscaldamento globale impongono un cambio di paradigma nello sfruttamento delle risorse e in una più efficiente gestione: l’energia, la sua produzione, distribuzione e consumo è parte integrante di questa visione. Da qui la necessità di un sistema energetico intelligente, efficiente in termini di costi, sostenibile e sicuro, in cui la produzione, le infrastrutture e il consumo di energia rinnovabile sono integrati e coordinati mediante servizi energetici, utenti attivi e tecnologie abilitanti.

Il monitoraggio e la gestione dei dati delle abitazioni e dei luoghi deputati alla produzione sono

Nel caso del progetto GECO, la comunità energetica di Pilastro e Roveri (BO), ENEA ha realizzato una soluzione che permette di raccogliere direttamente i dati nelle abitazioni. A spiegarci, più dettagliatamente, di cosa si tratta è Gianluca D’Agosta, ricercatore del laboratorio Interoperabilità e virtualizzazione dei processi per reti di imprese del Dipartimento di Tecnologie Energetiche: “è una smart box, una scatolina nera che riesce a immagazzinare le informazioni relative al consumo energetico, agli impianti di illuminazione e all’utilizzo dei diversi locali. Il tutto con l’obiettivo di suggerire le soluzioni più adatte per una gestione efficiente dell’energia. ENEA elaborerà tutte queste informazioni attraverso una serie di modelli matematici per dare un quadro dei vantaggi di uno scambio di beni e servizi all’interno delle comunità energetiche e individuare i modelli più efficaci per favorire lo sviluppo di questo approccio innovativo al consumo energetico. In quest’ottica un ruolo chiave è rivestito dalla blockchain, che può certificare le azioni effettuate all’interno della comunità in maniera pubblica. Ciò consente di avere una fotografia del comportamento di un certo utente, con la certezza che i dati non possano essere modificati.”

Per l’intervista completa a Gianluca D’Agosta, cliccare qui.

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